RAPPORTO ANNUALE SUL MERCATO DEL LAVORO 2016 - page 114

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9. L’agricoltura
1. L’andamento produttivo nel settore agricolo
Dal punto di vista produttivo l’annata agraria 2016 si presenta in leggero aumento
(+4,1) rispetto al 2015 nonostante sia stata penalizzata dall’andamento negativo dei
prezzi di mercato che ha interessato un po’ tutti i principali comparti; in particolare
abbiamo registrato una diminuzione produttiva e di valore dei seminativi e dei prodotti
della zootecnia, sia da carne che da latte, solo in parte compensati dai buoni risultati
complessivi del comparto vitivinicolo. Il valore complessivo della Produzione Lorda
Vendibile veneta rimane praticamente stabile rispetto al 2015 ed è calcolato in 5,5
miliardi di euro.
Colture estensive. L’andamento metereologico è stato sostanzialmente positivo per le
colture estensive che hanno beneficiato di una primavera con abbondanti precipitazioni
e di una estate non eccessivamente siccitosa; le rese produttive sono state migliori
rispetto al 2015 ma si è registrato una sensibile diminuzione della superficie coltivata
che ha determinato una flessione produttiva soprattutto del mais da granella (-10%). Il
contrario si può dire per i cereali autunno vernini che hanno invece subito l’eccessiva
piovosità primaverile, che ha inciso sulla produttività unitaria, ma hanno beneficiato
dell’aumento della superficie investita ottenendo alla fine un bilancio produttivo positivo
sia per il frumento tenero (+8,5%) che, soprattutto, per l’orzo (+35%).
Colture orticole. Il 2016 è stato un anno complessivamente positivo per l’orticoltura
veneta che ha migliorato sia la superficie investita che le rese produttive; la superficie
coltivata è complessivamente aumentata (+5%) con crescita importante sia delle piante
da tubero (+15%) sia delle colture in serra (+21%).
Frutticoltura. In aumento la produzione di mele e kiwi (+7% e +9% rispettivamente) che
però hanno dovuto fare i conti con prezzi di mercato in ribasso mentre in diminuzione è
risultata la produzione di pere, pesche e ciliegie che al contrario hanno beneficiato di
prezzi di mercato in aumento.
Viticoltura. Ancora una annata molto positiva per la viticoltura veneta, e trevigiana in
particolare, che ha subito gli effetti di una primavera molto piovosa ma ha poi
beneficiato di una estate favorevole e di una vendemmia ottimale dal punto di vista sia
qualitativo che quantitativo. La produzione di uva è stimata in aumento (+4%) già sulle
ottime performances del 2015 raggiungendo il picco di 1,3 milioni di tonnellate di uva
raccolta da cui si calcola di ottenere 10,1 milioni di h.li di vino. Anche i prezzi delle uve
sono risultati in aumento (+5,5%) grazie anche all’andamento delle esportazioni
(+8,8%) in valore.
Zootecnia. Continua la tendenza di grande difficoltà registrata negli ultimi anni. La
produzione di latte è salita a 1,14 milioni di T (+1,2%) ma il prezzo è sceso in maniera
consistente con un -8% su media annua.
Anche la carne bovina è in ulteriore contrazione rispetto al 2015 penalizzata soprattutto
da minori consumi (-4,8%) e dalla riduzione del prezzo di mercato nonostante
l’aumento delle macellazioni faccia presumere una maggiore attenzione del
consumatore verso le produzioni italiane.
L’apertura all’Europa del mercato cinese sembra aver dato nuovo impulso al comparto
delle carni suine che ha visto aumentare il numero di capi in Italia del 5% e nel Veneto
del 2% con quotazioni di mercato in crescita (+7,5%).
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